CASTELLO DI CALATUBO

Alcamo (TP)

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I voti cartacei sono aggiornati al 31 ottobre. Il censimento si è concluso e la classifica definitiva verrà pubblicata a febbraio 2017.
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Dettagli Luogo
Comune
Alcamo
Provincia
TP
Regione
Sicilia
Tipologia
CASTELLO/ROCCA

Roccaforte molto suggestiva, il Castello di Calatubo si fonda su un rilievo roccioso da cui domina il golfo di Castellammare e l'entroterra, fino a monte Bonifato con le relative fortificazioni. La posizione del sito, attraversato da importanti vie di comunicazione, la ricchezza del suo territorio e la presenza di uno sbocco marittimo per l'entroterra tra Partinico e Segesta, spiegano la presenza di un insediamento già in età arcaica e l'importanza che esso assunse in età normanna. Il castello costituisce un complesso architettonico pluristratificato di notevoli dimensioni, i cui corpi di fabbrica si snodano lungo un compatto banco di roccia calcarea, assecondandone completamente l'andamento. Quando nel 1093 il Conte Ruggero definì i confini della nuova diocesi di Mazara, la fortezza di Calatubo esisteva già, venendo infatti inclusa fra i castelli nel nuovo grande vescovado. Circa sessant'anni dopo, quando il geografo musulmano Edrisi descrive la Sicilia sotto il regno di Guglielmo il Buono, Calatubo è indicato come robusta fortezza e villaggio con un vasto territorio nel quale si estraggono le pietre da mulino; notizia, quest'ultima, confermata anche dalle recenti ricerche che hanno individuato le antiche cave lungo il corso del torrente Finocchio. Dopo l'abbandono del villaggio, durante il periodo della guerra antimusulmana condotta nell'isola da Federico II di Svevia, il Castello, cessata la sua funzione militare, si trasforma in masseria a controllo del vasto feudo, trasformazione documentata dalle numerose strutture che si sovrapposero all'impianto originario, come magazzini, stalle e altri edifici agricoli. Fino agli anni '60, il Castello era ancora in buono stato di conservazione, grazie al continuo utilizzo dell'antica dimora che, con pesanti interventi di ristrutturazione aveva consentito, comunque, il mantenimento delle fabbriche. Poi l'oblio: la fortezza, ormai abbandonata, divenne un ovile. L'azione distruttiva degli animali, il terremoto del 1968 e l'assenza d'interventi condusse al crollo dei solai e infine delle murature. A ciò si aggiunse l'opera degli scavatori di frodo che s'intensificò nell'area intorno al Castello, interessati ai reperti archeologici che venivano alla luce nell'importante necropoli scoperta lungo le propaggini della rocca. Per salvare il sito, i cittadini dell'area si sono mobilitati durante il censimento del 2014, raccogliendo 71.967 segnalazioni e garantendo al Castello, oltre al terzo posto in classifica, anche un intervento da parte del FAI.

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