Al via i lavori per la valorizzazione dell'area di Pizzo d'Uccello a Casola in Lunigiana (MS)

20.09.2017

Hanno da poco preso avvio i lavori per la valorizzazione dell’area di Pizzo d’Uccello a Casola in Lunigiana (MS), votata nel 2014 da 3.299 persone nell’ambito della settima edizione de “I Luoghi del Cuore”, il censimento dei luoghi italiani da non dimenticare promosso dal FAI – Fondo Ambiente Italiano in collaborazione con Intesa Sanpaolo. Grazie a questo risultato, il Comitato Salviamo le Apuane – che si è occupato della raccolta dei voti – ha potuto presentare un progetto di intervento e ottenere un contributo di 10.000 euro stanziati da FAI e Intesa Sanpaolo

Il progetto, ora in fase di realizzazione, si articola in due azioni distinte: la prima prevede la creazione di un “sentiero FAI” attraverso la messa in sicurezza e la conseguente riapertura del sentiero che da Ugliancaldo, frazione di Casola in Lunigiana sulle pendici di Pizzo d’Uccello, porta alla base della Parete Nord del monte simbolo delle Alpi Apuane - detto il Cervino della Toscana – e lì si collega a una via ferrata già esistente che, passando sulla cresta di Capradossa, arriva alla vetta del monte. La seconda azione consiste nel completamento della sede dell’Associazione I’marcord che servirà da punto di ristoro e informazione turistica per la visita dell’area. I’marcord si occupa del recupero di Ugliancaldo, oggetto negli ultimi anni di un significativo fenomeno di controesodo che sta portando alla risistemazione degli edifici e a un piano di ripresa demografica ed economica.

L’intervento del FAI si inserisce in un più ampio programma condotto dal Comune di Casola in Lunigiana, volto a favorire il ritorno alle attività economiche, culturali e sociali della montagna attraverso il ripopolamento dei piccoli borghi e il rilancio di agricoltura, pastorizia e turismo. Questa importante iniziativa – promossa insieme all’Associazione I’marcord, al Comitato Salviamo le Apuane e al CAI e con il sostegno di un ampio partenariato riunito nel Coordinamento Apuano (Società dei Territorialisti, Rete dei Comitati toscani, Gruppo FAI di Massa Carrara, Legambiente, Italia Nostra, Amici delle Alpi Apuane) – ha l’obiettivo di ricostruire la comunità locale e le sue attività mettendo a sistema le risorse locali,  superando la monocultura industriale del marmo e riequilibrando il rapporto fra economia, ambiente e paesaggio. 

La grande visibilità che il censimento “I Luoghi del Cuore” ha dato a quest’area ha anche innescato un virtuoso processo di azioni concrete volte alla valorizzazione di tutto il territorio delle Alpi Apuane. In particolare, dall’estate 2015 sono nati l’Ecomuseo delle Alpi Apuane – che ha tra l’altro portato all’assunzione di 40 persone e alla vincita del concorso nazionale dei Comuni del Turismo in Libertà - e l’Osservatorio del Paesaggio delle Apuane – un’osservatorio locale promosso spontaneamente dalla comunità – nel cui ambito è stato redatto il Manifesto delle Alpi Apuane ed è nato il Coordinamento Apuano. Inoltre il 15 marzo scorso è stato presentato il PIT - Progetto Integrato Territoriale "Bioregione Alpi Apuane", candidato a un finanziamento di 3 milioni di euro sul PSR della Regione Toscana su azioni di resilienza ai cambiamenti climatici. Infine si è attivato con il Dipartimento Architettura e Paesaggio dell’Università di Firenze un progetto per la realizzazione del Sistema Informativo Territoriale per le Alpi Apuane, strumento fondamentale per la conoscenza del territorio, la mappatura delle azioni in corso e la loro programmazione.

La partecipazione a “I Luoghi del Cuore” ha rappresentato insomma uno stimolo eccezionale, assumendo il ruolo di vera e propria “levatrice” per un’ampia serie di azioni, che trascendono l’intervento di riqualificazione sostenuto economicamente dal FAI e che ha portato le Istituzioni locali a lavorare insieme, coinvolgendo partner scientifici importanti e soprattutto innescando nuove economie. Il risultato atteso è che si attivi un processo sinergico attorno a questa iniziativa, che coinvolga i Comuni, le aziende agricole, le imprese turistiche, l’Ecomuseo per creare percorsi turistici ed alimentari a Km Zero, per completare le iniziative private già in itinere (costruzione di un piccolo birrificio, di un albergo diffuso e di punti di ristorazione), e contribuire a realizzare quello sviluppo socioeconomico locale che costituisce un’alternativa concreta alla vita del territorio delle Apuane, non più legata esclusivamente all’attività di cava,  che ha portato sempre più al consumo e allo snaturamento di un territorio che al contrario merita di vedere preservati i propri eccezionali valori paesaggistici e ambientali.  Le azioni innescate grazie a “I Luoghi del Cuore” offrono nuova visibilità al territorio e rappresentano il primo intervento alternativo di sviluppo locale nelle Alpi Apuane: un vero e proprio progetto pilota e un modello da replicare in questa e in altre aree considerate marginali del territorio italiano.