Conclusi i restauri alla Certosa di Calci, Pisa

17.01.2018

Una giornata di festa per raccontare la bellezza ritrovata degli affreschi del Chiostro del Capitolo - il più antico dei tre chiostri del complesso - della Certosa di Calci: sabato 20 gennaio alle ore 11.00 verranno infatti presentati i lavori di restauro sostenuti dal FAI e da Intesa Sanpaolo in seguito alla settima edizione de I Luoghi del Cuore.

Nel 2014 il monumento ottenne oltre 92.000 voti, raccolti grazie all’impegno della Delegazione FAI di Pisa, che aveva spinto l'idea di candidare la Certosa al censimento e del Comitato per salvare la Certosa, costituitosi per l'occasione e diventato poi associazione permanente di volontariato dedicata al monumento, come Amici della Certosa. La mobilitazione, che coinvolse anche il comune di Calci e l'Università di Pisa, aveva permesso alla Certosa di Calci di classificarsi al secondo posto del censimento dei luoghi italiani da non dimenticare. Grazie a questo importante risultato la Certosa ha potuto beneficiare di un contributo di 50.000 euro che, in accordo con il Polo Museale della Toscana, è stato destinato al recupero del Chiostro del Capitolo, incluso nel percorso di visita del complesso. La straordinaria mobilitazione attivata grazie al censimento, come sempre più spesso accade con I Luoghi del Cuore, ha innescato un processo virtuoso di sensibilizzazione dell’opinione pubblica, favorendo il successivo stanziamento da parte del Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo di oltre 3 milioni di euro, destinati al fondamentale recupero dei tetti della Certosa.

Appuntamento quindi per sabato 20 gennaio, quando verranno presentati al pubblico i lavori conclusi, alla presenza delle autorità, dei professionisti e dei restauratori che racconteranno la storia del monumento e illustreranno nel dettaglio gli interventi. Nel pomeriggio, Open Day per il pubblico e visite guidate alle 14 e alle 15 e, a seguire, la presentazione delle prossime iniziative a favore della Certosa.

 

I restauri

L’intervento più affascinante ha riguardato il ritrovamento, sotto alcuni strati di coloriture, di quanto resta degli affreschi che decoravano la perduta Cappella della Annunziata, realizzata agli inizi del Settecento nel braccio sud del chiostro e decorata dal pittore fiorentino Pietro Giarrè intorno al 1775. Nel 1915, con l’intento di riportare il chiostro al suo assetto originario, furono demolite le murature tra le colonne dove erano presenti due profeti del Giarrè, riaperte le arcate e ‘nascoste’, sotto vari strati di colore, le decorazioni rimaste nelle volte e sulla parete verso il refettorio.

Una volta effettuato il discialbo, cioè l’asportazione dei vari strati di colore che nel tempo erano stati aggiunti, la superficie è stata oggetto di consolidamento, di stuccature e micro stuccature delle lesioni, di un’accurata pulitura oltre che di interventi di ritocco puntuale sulle figure e di armonizzazione delle coloriture sulle zone dove il disegno della decorazione non era più chiaramente leggibile. Grazie a saggi stratigrafici è stata inoltre ritrovata l’originale cromia delle superfici non decorate delle pareti e delle volte; sono stati effettuati interventi di consolidamento e stuccatura, soprattutto delle volte dove maggiore era il degrado, e l’intero chiostro è stato restituito a una lettura che ha messo in evidenza l’eleganza della sua architettura. I capitelli e le colonne in pietra, grazie alla pulitura, hanno riacquistato la loro tonalità originale e messo in risalto anche la sostituzione novecentesca di alcuni elementi. È stato infine possibile estendere il restauro anche alla pavimentazione dello spazio del chiostro scoperto, in mattonelle di cotto solcato da scolatoi in pietra, e al pozzo in marmo che nel 1681 fu innalzato sulla cisterna a opera di Orazio Bergamini. Inoltre le superfici in marmo, interessate da estese formazioni di alghe, sono state disinfestate e trattate con biocida mentre sono state revisionate o sostituite le stuccature risalenti a restauri pregressi. È stato infine necessario provvedere alla sostituzione delle sfere sommitali il cui stato di degrado è risultato particolarmente grave.

 

La storia della Certosa

Il Chiostro del Capitolo, recuperato grazie al contributo I Luoghi del Cuore, costituisce un luogo fondamentale di ogni visita in Certosa, perché punto di collegamento fra il chiostro grande e il refettorio. Fondata nel 1366 con il contributo decisivo di molti benefattori, la Certosa ha avuto nei secoli un ruolo determinante nell’economia del territorio, nel quale governava ampi terreni coltivabili offrendo lavoro ad artigiani, contadini, allevatori e a schiere di muratori, falegnami, fabbri, stuccatori, pittori e architetti.

Il Chiostro del Capitolo è il più antico dei tre chiostri della Certosa: fu costruito intorno al 1471 da Lorenzo di Salvatore di Settignano, a cui si devono anche le due finestre a croce che si aprono nella parete della Cappella del Colloquio; nel 1608 fu dotato, al centro dello spazio claustrale, del pozzo di forma ottagonale con un’architrave retta da due colonne e sormontata da una croce, opera del carrarino Orazio Bergamini.