A tu per tu con i comitati: Villa di Cicerone

09.04.2015

Amore per il proprio territorio, la sua storia, la sua cultura, la sua arte: questo il fil rouge che accompagna le tante testimonianze di cittadini che tramite il Censimento si sono attivati per salvare il proprio luogo del cuore.
Per dare voce a queste storie di impegno, entusiasmo e passione per l’Italia inauguriamo oggi la rubrica A tu per tu con i comitati che racconta le esperienze di quei comitati e delegazioni locali che hanno saputo coinvolgere la cittadinanza raccogliendo così tante segnalazioni da riuscire a rendere il proprio luogo del cuore il più votato nella Regione di riferimento alla VII edizione del Censimento. Iniziamo con i rappresentanti del comitato promotore della raccolta voti per Villa di Cicerone, a Formia (Latina), nel Lazio.

Perché considerate Villa di Cicerone il vostro luogo del cuore?

Formia ha radici antichissime. La grandezza del suo passato è un patrimonio che rafforza la sua stessa identità. Un sito archeologico di straordinario valore storico e architettonico non può restare nelle mani di privati, chiuso al pubblico, esposto all’opera disgregatrice del tempo. La Villa di Cicerone è un luogo del cuore perché dimenticarla significherebbe condannarla per sempre alla rovina. Il complesso archeologico necessita di urgenti interventi di restauro e manutenzione che la proprietà non ha mostrato alcuna intenzione di realizzare. E’ luogo del cuore perché la storia è patrimonio di tutti, un solco che l’uomo non può e non deve cancellare.

Come siete riusciti a sensibilizzare i vostri concittadini e creare un comitato per la raccolta dei voti?

Formia conobbe il suo primo splendore in epoca romana e tante sono le vestigia che lo testimoniano. In virtù della sua tradizione, la città può contare su una vasta e operosa rete di associazioni che si interessano di archeologia, storia e, in genere, di promozione del territorio. Il dialogo tra queste realtà e l’Amministrazione comunale ha portato alla nascita del comitato e al coinvolgimento di tante donne e uomini. I cittadini di Formia conoscono l’esistenza della Villa di Cicerone ma, essendo il complesso parte di una proprietà privata, in pochi hanno avuto la fortuna di visitarlo. Il censimento ha dato loro la possibilità di far sentire la propria voce. Un contributo importante è arrivato dalle categorie produttive, specie quelle più interessate alla valorizzazione del turismo. E dalle scuole da cui è arrivato un impulso fortissimo. La raccolta di firme è stata accompagnata da numerose iniziative di approfondimento volte a sensibilizzare i ragazzi sui tema dell’archeologia.

Cos'ha significato raggiungere 10.804 voti e rendere Villa di Cicerone il luogo più votato nel Lazio?

Il risultato premia l’impegno del Comune e dei tanti volontari che, a titolo completamente gratuito, hanno lavorato per coinvolgere la città. Raccogliere poco meno di 11mila voti in una città di soli 38mila abitanti vuol dire aver raggiunto la quasi totalità della popolazione residente e di averla convinta dell’utilità di questo percorso. Era importante che l’iniziativa istituzionale avviata dal Comune per riportare il sito in mano pubblica fosse supportata da una consistente adesione popolare. La missione è compiuta: i cittadini di Formia – e non solo - vogliono riappropriarsi di un bene comune.

C'è un consiglio che vorreste dare a chi ancora non si è attivato per il proprio luogo del cuore?

Nei periodi bui la cosa più facile è cedere al fatalismo, pensare che le cose vadano avanti o indietro indipendentemente dalla propria volontà. Fare ognuno la propria parte: questo è il segreto per cambiare le cose. La campagna I Luoghi del Cuore è la testimonianza evidente di come, con l’impegno di tutti, si possa far sentire la propria voce. Ci sono modi utili per contrapporsi ed altri che non lo sono. Firmare il censimento è servito a dire: “Io voglio che la Villa di Cicerone diventi patrimonio di tutti”. Magari un giorno, neanche troppo lontano, quella voce sarà ascoltata. Grazie all’impegno di chi, semplicemente, ha fatto la sua parte.

Il FAI ogni giorno, attraverso il censimento I Luoghi del Cuore e non solo, porta avanti la sua missione di sensibilizzazione, tutela e valorizzazione del patrimonio italiano: un impegno quotidiano reso possibile da quanti ci sostengono ogni giorno attraverso gesti semplici ma concreti che possono fare la differenza, così come accade con le segnalazioni dei luoghi del cuore. Fate un appello anche voi perché il paesaggio, l'arte e la natura siano per sempre e per tutti.

Formia è una lingua di terra stretta tra il mare e le alture dei Monti Aurunci. Fondata dagli Osci e colonizzata dai romani che ne amarono il clima, gli scorci, le acque. Qui natura, paesaggio e storia convivono in una sintesi di bellezza, calore e poesia. Questo è il nostro oro, la vocazione di un territorio, la speranza di un’intera comunità. Un patrimonio che va tutelato, valorizzato, amato. Per garantirci un futuro che sia sostenibile e al passo con le esigenze di tutti. Non è cultura fine a se stessa. Questa si chiama vita.

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