“Finché c'è prosecco c'è speranza”. Il borgo di Rolle (TV) fa da sfondo all'ultimo film di Antonio Padovan

03.10.2017

Un connubio più che mai indovinato quello tra il film “Finchè c'è prosecco c'è speranza”, presentato al Festival del cinema di Venezia e atteso nelle sale a fine ottobre, e lo splendido paesaggio di Rolle, a Cison di Valmaraino (TV), borgo già votato nell'edizione 2014 de “I Luoghi del Cuore” e oggetto di un intervento diretto del FAI: oltre al noir, una riflessione sulla custodia della bellezza della natura e delle tradizioni locali e sulla minaccia delle moderne pratiche agrarie.

Primo borgo italiano tutelato dal FAI, Rolle è una piccola frazione di Cison di Valmarino (TV), dislocata nelle verdi colline del Trevigiano, nei pressi della panoramica Strada del Prosecco che collega Conegliano e Valdobbiadene. I suoi antichi vigneti rappresentano una preziosa riserva di una ricca biodiversità viticola sopravvissuta ai processi di omologazione colturale della moderna viticoltura. Proprio per sollecitarne la tutela, nel 2014 il borgo di Rolle con i suoi vigneti ha ricevuto oltre 8.200 voti in occasione de I Luoghi del Cuore, il censimento nazionale dei luoghi da non dimenticare promosso dal FAI in collaborazione con Intesa Sanpaolo.

Un paesaggio unico, divenuto lo scenario perfetto per ambientare “Finchè c'è prosecco c'è speranza”, film tratto dall'omonimo romanzo noir dell'autore veneziano Fulvio Ervas che, edito nel 2010, ha subito riscosso un notevole interesse non solo in ambito locale. “Un giallo che racconta il fascino della terra, l'effervescenza delle bollicine, il conflitto tra avidità e rispetto. Una storia sull'eredità della bellezza e sul valore del rispetto e della qualità” - Fulvio Ervas. Le evidenti affinità tra l'opera letteraria e la missione del FAI non sono passate inosservate agli autori del film che hanno eletto Rolle a location ideale per le principali scene. Una trama intrigante che coinvolge il mondo del prosecco e propone temi di grande attualità quali la custodia della bellezza del paesaggio collinare e la minaccia costituita dalle sconsiderate sistemazioni agrarie, la valorizzazione delle identità e dei saperi locali e l'affermazione dei processi di omologazione colturale e culturale, la tutela delle biodiversità, dei valori ecologici e ambientali. Temi ben noti al FAI e che sono stati il motivo che ha sollecitato un intervento in difesa del piccolo borgo rurale di Rolle, icona di bellezza e autentica riserva di identità.

L'importante risultato conseguito con I Luoghi del Cuore 2014 ha permesso all'Associazione “Amici di Rolle” di accedere al bando per l'assegnazione di contributi a interventi meritevoli, che il FAI promuove a seguito dei risultati di ciascun censimento, con un progetto pensato per assicurare la conservazione della biodiversità genetica del vitigno Glera (un vitigno a bacca bianca, componente base del prosecco) ancora presente con numerosi esemplari nei vigneti storici di Rolle. Grazie a sapienti pratiche, i viticoltori locali nel corso dei secoli hanno infatti realizzato una selezione domestica dei vitigni che ha privilegiato la qualità, preservando biotipi poco produttivi, con grappolo spargolo (cioè con chicchi ben distanziati tra loro), ricchi di zuccheri e di aromi: un patrimonio unico di valori culturali e antiche conoscenze messo a rischio dalla crescente meccanizzazione agricola e dalle pressioni di un mercato sempre più globalizzato e che verrà così preservato.

L'intervento - reso possibile dal contributo de I Luoghi del Cuore e realizzato dall'Associazione “Amici di Rolle” con la collaborazione tecnico-scientifica del CREA-VIT Centro di Ricerca per la Viticoltura di Conegliano – è iniziato in occasione della vendemmia 2016 e si concluderà a fine 2018.