L’Abbazia di San Nicola di Casole finalmente posta sotto il vincolo dei Beni Culturali

24.02.2016

La storia millenaria dell’Abbazia di San Nicola di Casole a Otranto in provincia di Lecce è talmente radicata nella vita delle persone che da secoli abitano il suo territorio, che anche quando la pietra secoli fa ha cominciato a cedere, l’antico monastero, ridotto oggi in larga parte in rovina, ha continuato a sopravvivere come luogo del cuore di tantissimi italiani. Sono infatti oltre 18.000 i voti che questo luogo suggestivo e mai dimenticato del Salento ha raccolto nell’ultima edizione del censimento nel 2014.

Fondato nel l 1098 da Boemondo I principe di Antiochia sui resti degli altari e delle casupole dove già nei secoli VIII e IX i primi monaci si raccoglievano in preghiera – le casole, in dialetto salentino, da cui la denominazione dell’abbazia - il monastero ha ospitato nei primi secoli del secondo millennio un circolo di poeti in lingua greca, guidato dall'abate Nettario, a cui appartennero Giorgio di Gallipoli, Giovanni Grasso e Nicola di Otranto, tutti sostenitori dell'Umanesimo italo-bizantino. Una ricca biblioteca, dove erano conservati numerosi volumi greci e latini, uno scriptorium, nel quale tra il XIII e il XIV secolo, furono miniati i codici degli scritti di Giovanni Damasceno, di Gregorio di Nazianzo e di Cirillo di Alessandria e dal XIII secolo, una scuola a tutti gli effetti. La prima scuola "pubblica" di Terra d'Otranto con annessa "casa dello studente" dove giovani provenienti da tutta l’area del Mediterraneo andavano a seguire le lezioni di astronomia, musica, retorica, grammatica, teologia, filosofia e scienze naturali. Un luogo di culto e di cultura fino all’occupazione di Otranto da parte dei Turchi nel 1480 che ha segnato l’inizio del suo declino.

Mentre i blocchi di tufo andavano sgretolandosi a causa dell’abbandono e dello scorrere del tempo, il monastero continuava ad essere un luogo frequentato dai fedeli che come nell’VIII secolo si ritiravano in preghiera tra le sue rovine e dai tanti umanisti, studiosi, cardinali e patriarchi che nel corso dei secoli ne hanno razziato le opere e i codici miniati oggi conservati nelle più note biblioteche europee, dal Vaticano alla Sorbona di Parigi.

Una frequentazione spontanea, mai del tutto esauritasi nei secoli fino ad arrivare al 2014 quando Francesco De Cillis, promotore del comitato per l'abbazia di San Nicola di Casole in occasione 7° censimento dei I Luoghi del Cuore, riesce a raccogliere le oltre 18mila firme che rendono l’Abbazia, il tredicesimo luogo più votato del censimento. Un impegno costante che ha permesso proprio in questi giorni di conseguire l’importante risultato dell’apposizione del vincolo architettonico sui resti dell’abbazia che la Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Lecce ha presentato al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo per la Puglia perché sia trasformato in decreto, al fine di salvaguardare il bene insieme alla sua memoria storica.